Confesso di non essere un'esperta di storia napoleonica. Ho ancora presente la fatica fatta per leggere la descrizione della Battaglia di Waterloo nei Miserabili. A tratti però mi prende questo entusiasmo per la storia e vorrei leggere le descrizioni di grandi battaglie. Ma devo ancora recuperare Canne e da lì a Waterloo c'è un bel pezzo di cammino. Ma sto divagando. Questo libro parla del figlio di Napoleone. Io, appunto, da ignorante della storia napoleonica, ignoravo l'esistenza di questo rampollo. Al punto in cui sono, il mito di Napoleone è in declino, anzi in pieno crollo, tra ignavia e tradimenti. Il piccolo imperatore ha tre anni e sta immantinente perdendo tutti i suoi privilegi. A questo punto sono in fuga tra pianti disperati, con la madre che cerca di salvare sè stessa e il padre che si sta incamminando verso la via dell'esilio. Mi hanno colpito i generali e i compagni di battaglia di Napoleone, veri esempi di voltafaccia. La moglie, Maria Luisa d'Austria, è un modello di leggerezza e di stupidità. Non pensavo che mai nella mia vita avrei simpatizzato per Napoleone. Ebbene è successo. Ma attorno ai grandi uomini le personalità meschine escono prima o poi allo scoperto. E i traditori, da Giuda in poi, pullulano. Vedremo come proseguirà, ma la storia ha già dettato il suo finale. Laggiù nell'isola di Sant'Elena.

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